Sottomessa al Piacere-Thailandia- Cap1-P1di3
giorgal73
---SABRINA---
Il profumo di rosa—denso, quasi stucchevole, come quello di una serra in piena estate—mi precede mentre spalanco la porta dell’ufficio di Michela senza bussare. Il mio tailleur nero, tagliato su misura, aderisce come una seconda pelle, la gonna così corta che l’orlo vibra contro la parte alta delle cosce a ogni passo. Nel mio culo il plug che alla Befana Daniela mi ha donato e costretto a farlo diventare parte del mio corpo. L’aria condizionata soffia fredda, ma io sento già il calore umido della sua fica prima ancora di vederla, un odore inconfondibile e salato che si mescola al profumo di rosa e mi fa stringere le narici. Lei è in piedi vicino alla finestra, le dita che tremano appena mentre sistema una pila di documenti. La microgonna nera, così corta che lascia scoperto il bordo inferiore delle natiche, si solleva leggermente quando si volta, rivelando il luccichio del plug da 8,5 cm che Daniela le ha ordinato di portare sempre, che le dilata il culo in modo osceno. Voglio che senta il mio sguardo scivolare su di lei come una carezza, che percepisca il peso della mia attenzione su ogni centimetro della sua pelle esposta. Voglio che sappia che anche io la desidero, anche se so che è proprietà esclusiva della sua Padrona.
Mi avvicino, il tacco delle mie décolleté nere che affonda nel tappeto spesso, e le prendo il mento tra le dita, costringendola a guardarmi negli occhi. La sua pelle è calda, quasi febbricitante, e sento il suo respiro accelerare contro il mio polso.
«Michela,» dico, la voce bassa e carica di una complicità che solo noi due possiamo capire, «Daniela ti vuole. E preparati: mi ha parlato di un viaggio in Thailandia. Due settimane, a cavallo tra fine aprile e inizio maggio. Solo voi due, tra Phuket e Khao Lak.» Le mie dita scivolano lungo il suo collo, sentendo il battito del suo cuore sotto la pelle sottile, e vedo il rossore diffondersi come una macchia di vino sulle sue guance. Il suo respiro si fa più rapido, affannoso, e sento il profumo della sua eccitazione intensificarsi, un misto di miele e sale che mi fa pulsare il clitoride.
Mi allontano di un passo, osservando come la sua postura si modifica sotto il mio sguardo—le spalle si abbassano, i fianchi si inclinano leggermente in avanti, come se il suo corpo sapesse già cosa la aspetta.
«Ha detto di comprare costumi e abiti da sera,» aggiungo, ridendo, mentre immagino già il suo corpo esposto sotto il sole tropicale, la pelle dorata che brilla di sudore e olio solare, le striscette di tessuto così sottili che non coprono nulla, solo un velo trasparente tra la sua fica bagnata e gli occhi di sconosciuti.
«Qualcosa che enfatizzi la puttana che sei.» Il mio clitoride pulsa al pensiero di come sarà in Thailandia: le sue labbra gonfie e lucide, il plug che le dilata il culo mentre cammina sulla spiaggia, gli anelli alle grandi labbra che tintinnano a ogni passo, il suo nettare che cola lungo le cosce mentre Daniela la fa venire davanti a una folla di estranei. Voglio che Daniela me la presti, un giorno. Voglio sentire quella fica aperta e bagnata intorno alle mie dita, voglio assaporare il suo sapore salato sulla lingua, voglio sentire il suo corpo tremare mentre la faccio venire. Ma per ora mi accontento di immaginarla: esposta, usata, che squirta davanti a sconosciuti mentre la sua Padrona ride, il suono della sua risata crudele che si mescola al rumore delle onde e ai gemiti di Michela.
Voglio che tutti in Thailandia la guardino e capiscano che è una troia, che il suo corpo è stato plasmato per il piacere di Daniela. Voglio che il suo squirt sia visibile a tutti, una pozza lucida ai suoi piedi che attira sguardi e commenti osceni. Voglio che senta il desiderio di ogni persona nella stanza, che il suo clitoride pulsi al solo pensiero di essere esposta, che il suo corpo diventi un’offerta pubblica, un altare di lussuria consacrato a Daniela. Voglio che ogni giorno in Thailandia lei sia esposta sotto il sole cocente, usata senza pietà, amata solo da lei, la sua Padrona, che la possiede in ogni modo possibile.
---MICHELA---
Le parole di Sabrina mi trafiggono, un dardo preciso che trova il bersaglio tra vergogna ed eccitazione. Il plug da 8,5 cm continua la sua vibrazione costante, dilatandomi da ore, mentre la microgonna nera si solleva lasciando passare l’aria fresca sulla pelle già umida. Gli anelli tintinnano a ogni movimento, un suono che mi segue come una condanna. Desidero che Sabrina veda tutto—quanto sono aperta, quanto sono bagnata—che annusi l’odore della mia sottomissione e riconosca la proprietà di Daniela sul mio corpo. Brucio dentro, divisa tra il disgusto per me stessa e il bisogno di essere vista proprio così.
«Grazie, Sabrina» riesco a balbettare, prima di uscire dall’ufficio sotto gli sguardi altrui. Ogni tintinnio è un promemoria della mia condizione. L’idea della Thailandia mi fa accelerare il battito—tutti quelli sguardi, tutti quei giudizi, tutto quel desiderio rivolto verso di me. Sento l’umidità aumentare, il clitoride pulsare tra le labbra gonfie. Mi odio per come desidero i comandi di Daniela, per come bramo di essere esposta e umiliata, piccola e sporca davanti a occhi estranei. Immagino foto scattate al momento dello squirt, commenti osceni, il mio nettare che cola sul pavimento. Il mio corpo non è più mio—è un’offerta, un altare. Basta il pensiero di essere guardata per farmi pulsare ancora più forte.
---DANIELA---
La pelle nera della poltrona è fredda e liscia sotto le mie cosce nude. Ho sollevato la gonna, e ora il mio culo è appoggiato completamente sulla superficie, un contatto gelido che mi fa rabbrividire. So che quando mi alzerò, lascerò impressa l’umidità del mio desiderio, un alone opaco su quel nero lucido. Il clitoride mi pulsa forte, sordo e insistente, al pensiero di Michela distesa su una spiaggia thailandese, il sole a scaldarle la pelle mentre tutti vedranno il suo corpo marchiato e pronto ad ogni tipo di nefandezza che io deciderò. Voglio che la sua fica sia sempre in mostra, che gli anelli alle grandi labbra scintillino sotto la luce tropicale, che ogni sguardo—di uomini, di donne—la perfori e la possieda, riconoscendo in quel corpo solo la mia proprietà.
Quando Michela entra, un’onda del suo odore mi investe: caldo, salato, intenso come il profumo di un fiore troppo maturo. I suoi occhi sono bassi, le mani le tremano appena mentre chiude la porta. La fisso, lasciando che il silenzio si carichi del peso dei miei desideri, prima di parlare con una voce che è poco più di un sussurro tagliente. «Cagna, oggi usciamo a fare compere per la Thailandia.» Vedo il rossore salirle dal collo al viso, un’onda di vergogna mista a eccitazione. Il suo respiro si fa corto, affannato—un suono che conosco bene, che mi nutre. «Voglio costumi che non coprano nulla. Abiti da sera che gridino al mondo chi sei: una troia esposta, giudicata, desiderata da ogni occhio che incrocerai.»
Mi alzo dalla poltrona, sentendo la pelle staccarsi dalla pelle con un rumore soffice. Le prendo una mano; le sue dita sono calde e umide. «Ogni uomo che ti guarderà capirà che sei la mia puttana—e voglio che tu senta il loro desiderio bruciarti addosso.» La mia voce si fa più bassa, più cruda.
«Andiamo. Oggi sarai la puttana più oscena di Milano.»
*** NOTE ***
---ANNO 2000---
Dopo la meravigliosa avventura del Natale 1999, vi presento una nuova storia, tutta ambientata in Thailandia che vi terrà compagnia per i prossimi mesi. Anche questo è un romanzo basato su personaggi veri e storie autentiche. Come, vi ho abituato, ogni settimana pubblicherò un capitolo suddiviso in tre parti. Quanti capitoli saranno? Non ve lo dico, lo scoprirete voi!
---La Musa e lo Scrittore---
Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.
---A Voi la Mossa---
Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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